Barriere architettoniche: regolamento edilizio e PEBA, questi sconosciuti

Sul Tirreno dello scorso Sabato 9 Dicembre abbiamo letto che, secondo l’Ufficio Urbanistica del Comune di Grosseto, il regolamento edilizio comunale imporrebbe l’abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi e nei locali pubblici solo in caso di nuova edificazione o ristrutturazione. Se si fa solo un intervento di manutenzione, ordinaria o straordinaria, non si è obbligati a rendere il locale accessibile.

Come viene interpretato dall’Ufficio Urbanistica il comma 1 dell’art. 65 del Nuovo Regolamento igienico edilizio pubblicato sul sito del Comune? (si veda: http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=339 ) Esso riporta: “Negli edifici o nei locali pubblici o aperti al pubblico, ivi compresi negozi di qualsiasi genere e pubblici esercizi, in occasione di qualunque intervento eccedente la manutenzione ordinaria, è fatto obbligo di provvedere alla rimozione delle barriere architettoniche che impediscano l’accessibilità alle persone diversamente abili.” Un intervento di manutenzione straordinaria non è forse eccedente quella ordinaria? E se è così, in che modo vengono fatti i controlli su tali interventi?

Sempre in relazione all’abbattimento delle barriere architettoniche, lo scorso 7 Dicembre l’Amministrazione Comunale annunciava il loro stop (si veda: http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=228&L=jrbncmcfedxcsii&tx_ttnews%5Btt_news%5D=8813&cHash=3a60c9a0ba ), iniziando lavori per un valore totale di 70mila euro, nonostante dichiarate difficoltà a reperire le risorse economiche. Solo due giorni prima, in Comune, si era riunita la Consulta comunale per la disabilità. Non ci risulta che in tale sede l’Amministrazione abbia riferito di quei lavori né dei criteri con cui sarebbero stati programmati gli interventi.

La domanda sorge dunque spontanea: è intenzione dell’Amministrazione Comunale dotarsi dei PEBA, coinvolgendo la Consulta per la disabilità nella loro elaborazione?

Sì perché le leggi 41/86 (art. 32 comma 21) (si veda: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1986-02-28;41~art32!vig= ) e 104/92 (art. 24 comma 9) (si veda: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/02/17/092G0108/sg ) stabiliscono che tutte le Amministrazioni pubbliche adottino questi PEBA, ovvero i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli edifici e negli spazi pubblici e la realizzazione di percorsi accessibili per le persone con disabilità.

La legge regionale toscana 47/91 (si veda: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:1991-09-09;47 ), in particolare, dispone che i PEBA siano rivolti anche agli spazi e agli edifici privati aperti al pubblico, e prevede che il Comune possa avvalersi, per la loro elaborazione, della collaborazione delle associazioni a tutela dei disabili più rappresentative sul territorio. I programmi operativi d’intervento devono essere coordinati con i piani urbani del traffico ed approvati prima del bilancio di previsione. Per il finanziamento dei programmi e dei relativi interventi, il Comune deve destinare il 10% dei proventi annuali derivanti dai Permessi di costruire e dalle SCIA, dalle sanzioni in materia urbanistica ed edilizia e dalle sanzioni amministrative pecuniarie derivanti da inosservanza di norme relative al diritto di libero accesso in spazi pubblici riservate a persone con disabilità motorie e sensoriali.

E’ anche possibile ricevere dei contributi dalla Regione, a condizione che il Comune integri il Regolamento urbanistico con una Mappa dell’accessibilità urbana, come indica la legge regionale toscana 23/2001 (si veda: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2001-05-15;23 ).

L’Associazione GROSSETO AL CENTRO ritiene che i cittadini e le loro esigenze debbano sempre essere mantenuti al centro delle scelte di una buona Amministrazione e ciò può esplicarsi al meglio attraverso il loro coinvolgimento, nelle decisioni che li riguardano, attraverso metodi e strumenti di democrazia partecipativa.

Lo Statuto del Comune di Grosseto (art. 2, 3 e 4) (si veda: http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=301 ) pone la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica tra gli obiettivi preminenti del Comune e indica come, nella propria azione, il Comune elabori e realizzi la programmazione mediante la partecipazione democratica dei cittadini e delle associazioni. La Consulta comunale per la disabilità (si veda: https://drive.google.com/open?id=0B-JYHxqdYY9lSnZ5RDVOTjFhM2c ) è uno degli strumenti che l’Amministrazione Comunale ha per adempiere a tale obiettivo e trasformare Grosseto in una città accessibile a tutti. Utilizziamola, dunque.

 

Questa lettera aperta è stata inviata:
al sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna,
all’assessore al territorio ed edilizia privata Fabrizio Rossi,
all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale,
all’assessore alla viabilità Fausto Turbanti,
all’assessore allo sviluppo economico e reperimento finanziamenti straordinari Riccardo Ginanneschi,
all’assessore al bilancio Giacomo Cerboni,
all’assessore alle politiche sociali Mirella Milli,
all’assessore alla partecipazione Chiara Veltroni.
ai dirigenti Marco De Bianchi e Luca Vecchieschi.

 

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