Esiste un’Analisi Costi-Benefici sulle modalità di gestione del verde pubblico a Grosseto?

Questa lettera aperta è stata inviata al sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna
e, per conoscenza:
all’assessore ai lavori pubblici, al decoro urbano e alle manutenzioni Riccardo Megale,
al vicesindaco Luca Agresti,
al dirigente del Servizio Manutenzione del patrimonio arboreo Luca Vecchieschi, al funzionario Marco Magnani e ad Andrea Risaliti,
all’amministratore unico della società Sistema Srl Mauro Squarcia e al direttore generale Alberto Paolini.

 

   Rilevando con favore l’impegno dell’Amministrazione Comunale nella bonifica dell’area circostante il Forte di San Rocco a Marina di Grosseto, non nascondiamo le nostre perplessità sulle condizioni di alcuni alberi capitozzati visibili nel video e nelle foto pubblicate sul suo profilo facebook. Un intervento di potatura così drastico può costituire un danno irreversibile per lo sviluppo della pianta e, in futuro, un pericolo per l’incolumità dei passanti e una maggiore spesa per la collettività. Perché?

Come confermato da un sempre maggior numero di esperti, la potatura non dovrebbe rimuovere oltre un terzo della massa fotosensibile di una pianta. Qualsiasi taglio costituisce in genere uno shock per essa e ne influenza la struttura dell’apparato radicale, a maggior ragione se vengono tagliati tutti i rami: la pianta sarà maggiormente esposta a malattie e, per sopperire alla crisi energetica, cercherà di sviluppare più velocemente dei rami che cresceranno deboli e a maggior rischio di caduta. Questo comporterà una maggior spesa per i grossetani, oltre che un pericolo per la loro incolumità, poiché la pianta necessiterà di un maggior numero di interventi dell’uomo in futuro.

Maggiore esposizione alle malattie, sviluppo di ramificazioni filate e sovrannumerate, più frequenti interventi di potatura richiesti, maggior frequenza delle rotture dei rami e rischio di caduta per il vento, maggiori possibilità di interventi di rimozione: tutti questi fattori ci dicono che tagliare le piante in quel modo equivale ad aver speso dei soldi per creare un danno ed una maggiore spesa per il futuro. E se si trattasse soltanto di un paio di alberi… ma un po’ ovunque, a Grosseto, abbiamo nel tempo assistito a drastici interventi di potatura.

GROSSETO AL CENTRO è attenta alla tutela del verde pubblico del nostro comune e a come vengono spese le risorse economiche dell’ente, provenienti dalla collettività.

Per questo ricordiamo che lo stesso regolamento comunale di tutela del verde pubblico e privato dice che: “gli interventi di potatura debbono essere mirati a risanare, a contenere o a riformare le chiome degli alberi senza comprometterne l’assetto, la stabilità e lo sviluppo futuro (art. 8 com. A.1); “sono ammessi casi particolari di capitozzatura, intesa come intervento, normalmente da evitare, ma ammesso in situazioni da valutare singolarmente … tale intervento è mirato all’accorciamento od all’eliminazione di branche (rami di età superiore ai 2 anni) di diametro massimo di cm 8, avendo cura di rilasciare in prossimità delle superfici di taglio un ramo di ordine inferiore con funzione di “tira linfa” (art. 8 com. A.2); “tutti gli alberi su suolo pubblico necessitano di tutela e rispetto per garantirne il corretto sviluppo e le proprietà ornamentali e funzionali; E’ vietata pertanto ogni pratica, intervento od aggressione che possa arrecare danno alle piante (art. 12 com. 1).

Ricordiamo inoltre che nel 2017 il Comune ha impegnato 1 milione e 150 mila euro a favore di Sistema Srl per la manutenzione e la gestione del verde pubblico comunale (determine dirigenziali n. 109/2017 e n. 1200/2017).

Alla luce di queste importanti cifre, riteniamo doverosa da parte dell’Amministrazione Comunale, nei confronti dei cittadini contribuenti, fare un’Analisi Costi-Benefici sulle modalità di gestione del verde pubblico del nostro comune e renderla pubblicaSignor sindaco, fatte queste considerazioni e data la sua più volte manifestata sensibilità naturalistica, le chiediamo di imprimere una svolta nella gestione del verde pubblico cittadino, abbandonando tali interventi, nocivi ed antieconomici, per cominciare a seguire le buone pratiche indicate dagli esperti.

 

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