Pini di viale Mascagni, la relazione tecnica, l’intervento alternativo, la consulta del verde

Pubblichiamo la relazione tecnica sulla stabilità dei 52 pini di viale Mascagni, redatta, a seguito di perizia tecnica, dal dott. Giovanni Morelli, tra i massimi esperti europei di pini domestici, specializzato nella loro stabilità. Realizzata grazie al contributo volontario di numerosi cittadini, che ringraziamo nuovamente, l’iniziativa è stata promossa dalle associazioni Grosseto al centro, Impronta Verde, Dritti alla Meta, Coordinamento comitati e associazioni ambientali Grosseto, ISDE Medici per l’ambiente, Forum Ambientalista, Italia Nostra e Wwf.

Pubblichiamo inoltre la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione del regolamento comunale che istituisce la Consulta del Verde della Città di Grosseto, redatta e promossa dalle succitate associazioni e che è stata oggi portata all’attenzione degli uffici comunali.

 

Il dott. Giovanni Morelli ha chiarito che i pini di viale Mascagni sono giovani, sani e complessivamente sicuri. In termini biologici, dall’osservazione dell’organizzazione dei rami e della loro struttura, l’agronomo li colloca nel passaggio dalla fase della fanciullezza a quella dell’adolescenza. Si legge, nelle conclusioni della relazione tecnica, che la condizione strutturale dei pini appare “priva di specifiche criticità. Si tratta dunque di un impianto arboreo che conserva buone potenzialità biologiche, funzionali e compositive”.

In merito all’intervento tecnico da attuare “si ritiene che, nel caso in questione, l’unico intervento sostenibile, in grado di minimizzare i sollevamenti arrecati dai Pini alla sede stradale consista nell’allargamento dell’esigua aiuola oggi a disposizione degli alberi. Tale allargamento dovrebbe essere di 80 cm per lato, al netto del cordolo”. Si legge inoltre che “al di fuori dello spazio definito dall’allargamento si potrebbe provvedere alla ordinaria fresatura dell’asfalto” poiché “stanti le loro attuali caratteristiche, i Pini di Via Mascagni possono sopportare l’intervento”. La relazione tecnica conclude ribadendo che “per quanto detto, considerata anche la distribuzione dei sollevamenti arrecati dagli apparati radicali, si ritiene che l’allargamento dell’aiuola così come sopra delineato, associato ad un programma di monitoraggio degli alberi nel tempo, rappresenti la soluzione più efficace e meno onerosa”.

L’allargamento dell’aiuola, sede degli alberi, costituisce dunque l’unico intervento tecnico utile per risolvere o minimizzare i problemi di coesistenza tra alberi e sicurezza delle persone, poiché quell’aiuola è attualmente troppo piccola per poter ospitare qualsiasi albero, inclusi i lecci, che sono delle querce di prima grandezza e che riproporrebbero nel tempo problemi di sollevamento del manto stradale e, soprattutto, rischierebbero di crescere con problemi di stabilità. Qualsiasi intervento diverso dall’allargamento dell’aiuola non risolverebbe dunque il problema della sicurezza, ma lo posticiperebbe semplicemente di qualche anno.

 

La proposta alternativa di intervento sul viale, elaborata dall’arch. Alessandro Marri, prevede la salvaguardia del patrimonio arboreo esistente e il miglioramento della viabilità e della sosta, attraverso l’allargamento dell’aiuola, come indicato da Morelli; prevede in aggiunta un eventuale spostamento dei parcheggi dal lato destro a quello sinistro delle due corsie, opzione che fornirebbe immediatamente una serie di vantaggi “a costo zero”:

1) si allontana la corsia di transito dagli alberi e dalle parti di manto stradale sconnesse, con immediata soluzione di quasi tutti i problemi legati alla sicurezza di ciclisti e motociclisti causati dalle disconnessione dell’asfalto;
2) si rendono gli attraversamenti pedonali della via più sicuri, con una zona di salvaguardia dei pedoni sulle strisce pedonali di circa 6/7 metri, con possibilità di fare anche rampe per disabili etc;
3) si risolve il difficile snodo di Via Benedetto Marcello in quanto si crea una sorta di aiuola centrale di circa 6/7 metri per cui un’auto che si immette o che fa inversione può sostare in maggiore sicurezza fuori dalla sede della corsia di marcia, contrariamente ad oggi;
4) il guidatore che parcheggia non apre lo sportello sulla strada con i relativi pericoli, ma sull’aiuola centrale fuori dalla sede stradale;
5) le auto sono parcheggiate in una zona più ombreggiata;
6) in caso di incidente un mezzo di soccorso può passare tra la sede stradale ed il grande marciapiede, cosa che adesso non può avvenire per la presenza di auto parcheggiate tra la corsia ed il marciapiede.

L’intervento alternativo, oltre ad essere quello che offre la maggiore sicurezza per le persone, anche prevedendo la riduzione del limite di velocità da 50 a 40 Km/h, salvaguarda i parcheggi e il patrimonio arboreo e può essere più economico di quanto già previsto, consentendo di risparmiare circa 30mila euro destinati, nel progetto del Comune, all’abbattimento e alla sostituzione dei grandi e giovani pini con le pianticelle di lecci. I 30mila euro risparmiati potrebbero così essere reinvestiti per la messa in sicurezza di altre strade cittadine.

 

Per quanto riguarda la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione del regolamento che istituisce la Consulta del Verde della Città di Grosseto, proposta e regolamento elaborati dalle otto associazioni, essa propone di istituire un organismo partecipativo e trasparente che vede i rappresentanti di ogni associazione operante per la salvaguardia dei beni comuni e dell’ambiente, la difesa e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, la tutela e lo sviluppo del verde pubblico e privato, lavorare fianco a fianco ai professionisti indicati dall’ordine degli agronomi, dal collegio dei periti agrari e dall’ordine degli architetti (uno per ogni organizzazione), insieme a una figura indicata dal Museo di storia naturale della Maremma e ad una figura indicata dall’ISIS Leopoldo II di Lorena (l’istituto agrario), per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso la pianificazione, la gestione, la progettazione, la tutela, la cura, la valorizzazione e lo sviluppo del verde pubblico e privato, anche avvalendosi di un comitato scientifico.

La Consulta del Verde della Città di Grosseto potrà elaborare e formulare proposte, pareri e indicazioni sugli atti amministrativi che interessano la gestione del verde, ma anche promuovere la cultura del verde attraverso progetti e iniziative e prevede la partecipazione dei cittadini alle sue riunioni che dovranno essere caratterizzate dalla massima trasparenza attraverso la pubblicazione sul sito del Comune. Il Comune, da parte sua, dovrà impegnarsi a fornire per tempo utile alla Consulta tutte le informazioni e le bozze degli atti inerenti la gestione del verde pubblico e privato, in via di approvazione, affinché la stessa possa esprimere un parere che dovrà essere riportato nelle considerazioni dell’atto firmato o votato.

La Consulta del Verde della Città di Grosseto, possibilità prevista dallo Statuto del Comune di Grosseto e già presente in altri Comuni, potrà contribuire a elevare dal punto di vista qualitativo la gestione del verde di Grosseto, coadiuvando a titolo completamente gratuito le attività dell’ente in tal senso. Un esempio pratico di come il volontariato e la democrazia partecipativa possano affiancarsi a quella rappresentativa per la migliore gestione della cosa pubblica e la tutela degli interessi diffusi della comunità grossetana.

La proposta dei deliberazione di iniziativa popolare per la Consulta è stata quest’oggi consegnata agli uffici comunali. Seguirà un’istruttoria, dopodiché, fra qualche settimana, sarà possibile raccogliere le 100 firme necessaria per portarla all’attenzione del Consiglio Comunale, affinché venga discussa e votata dal parlamento cittadino. Seguirà comunicazione non appena verrà avviata la raccolta delle firme.

 

Per rimanere informati su tutte le attività di GROSSETO AL CENTRO è possibile fornire il proprio indirizzo email scrivendo a info@grossetoalcentro.it

 

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Comments

  • Francesco Iannitti 12 Agosto 2019 at 17:57

    Spero vivamente che i pini, visto il risultato della perizia che li decreta sani e giovani, vengano veramente lasciati dove sono. Il progetto alternativo mi sembra intelligente, funzionale e pensato a salvaguardia della nostra salute e del futuro del nostro ambiente,

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