Pini di via Mascagni, la sicurezza non è uno slogan, il sindaco abbandoni le suggestioni

Questa lettera aperta è stata inviata al sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonnaall’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale e all’assessore alla sicurezza e alla viabilità Fausto Turbanti:

Grosseto, 13 Ottobre 2019

Pini di via Mascagni: la sicurezza non è uno slogan; il sindaco abbandoni le suggestioni e utilizzi dati certi

I volontari di GROSSETO AL CENTRO hanno raccolto negli anni centinaia di segnalazioni e migliaia di firme per la sicurezza dei grossetani, ottenendo interventi migliorativi sugli attraversamenti pedonali di via Giusti, via della Pace, via Senese, producendo all’amministrazione comunale rapporti sui punti critici del territorio comunale e segnalando i 4 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Toscana nei mesi scorsi, dai quali il Comune di Grosseto non ha voluto attingere un solo euro per la sicurezza stradale dei suoi cittadini.

Anche per questo riteniamo opportuno rammentare al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che la sicurezza è una cosa seria e che nel perseguirla è necessario che si abbandoni l’utilizzo delle suggestioni per scegliere la razionale concretezza delle informazioni scientifiche e dei dati certi.

Dalle cronache dei giornali l’ultimo incidente mortale in via Mascagni risalirebbe al 2007, dodici anni fa. A domanda diretta di una giornalista in TV, l’assessore Megale ha dichiarato di non avere nessun dato che metta in relazione gli incidenti di via Mascagni con gli alberi e di non saperne indicare la causa.

Per scegliere con serietà ed efficacia come spendere le risorse pubbliche per la sicurezza dei grossetani è necessario fare una statistica sull’incidentalità tra strade alberate e strade non alberate e tra strade con alberi che sollevano la pavimentazione e strade con alberi che non sollevano la pavimentazione. Gli alberi sono un patrimonio di tutti, apportano benefici alla collettività; se si ritiene di doverli abbattere per un motivo presuntivo è necessario dimostrare la relazione causa effetto, altrimenti si danneggiano i grossetani.

Per quanto concerne la volontà di garantire sicurezza ai motociclisti che percorrono via Mascagni, ribadiamo che il problema delle radici emergenti può essere risolto in pochissimi giorni, con una spesa minima, spostando i parcheggi a sinistra della corsia (come già in via Ximenes, via Unione Sovietica, via Porciatti, via dei Mille e numerose altre vie cittadine), predisponendo altri due attraversamenti pedonali e riducendo i limiti di velocità da 50 a 40 Km/h (come in viale della Repubblica e via Cimabue).

Se il sindaco ha elementi concreti, studi e comparazioni che attestano le valutazioni da lui recentemente espresse, li metta a disposizione, poiché dall’esame degli atti del procedimento di via Mascagni, ad oggi, non ve n’è traccia.

Le uniche valutazioni note sono state fatte dal dott. Giovanni Morelli sotto il profilo botanico e dall’arch. Alessandro Marri sotto il profilo dell’assetto urbano, la cui proposta di intervento alternativa consentirebbe di offrire una maggiore sicurezza per le persone rispetto al progetto del Comune, tutelando al contempo il patrimonio arboreo e risparmiando diverse decine di migliaia di euro che potrebbero essere reinvestite nella sicurezza stradale.

Se il sindaco non dovesse mettere a disposizione dei cittadini gli elementi concreti su cui basa le sue valutazioni dovremo ritenere che gli unici studi scientifici, pagati volontariamente dai cittadini, sono quelli fatti fare dalle associazioni Grosseto al centro, Impronta verde, Dritti alla meta, Coordinamento comitati e associazioni ambientali Grosseto, ISDE medici per l’ambiente, Forum ambientalista, Italia nostra e Wwf.

GROSSETO AL CENTRO chiede infine che vengano resi noti i risultati del rilievo topografico e dell’indagine georadar che l’amministrazione comunale avrebbe recentemente fatto eseguire su via Mascagni “per avere un quadro più completo per esaminare meglio il progetto alternativo”, come dichiarato dall’assessore Riccardo Megale appena lo scorso 4 ottobre 2019 attraverso l’ufficio stampa del Comune.

 

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Comments

  • Claudia Masoni 14 Ottobre 2019 at 15:43

    Grazie del vostro impegno costante. Sì si deve fare chiarezza su ogni intervento sul verde cittadino. I cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni corrette, documentate e precise su quanto viene detto dall’amministrazione. Le belle frasi ad effetto sui giornali non solo sono spesso fuorvianti, ma spesso mancano di dati oggettivi a sostegno di quanto detto. I cittadini non possono essere trattati come sciocchi a cui si può fare credere tutto. Ed ogni affermazione degli organi amministrativi deve essere supportata da fatti per evitare altri scempi come quelli di Viale Telamonio e Via Caravaggio. Interventi che hanno solo peggiorato la qualità della vita in quelle strade diventate ormai lande devastate di cemento e ferro. E quando parlo di qualità della vita mi riferisco al valore biologico del verde nel combattere il CO2 e nel regalare benessere a chi in quelle strade ci abita o anche solo passa di lì. Studi recenti hanno infatti dimostrato quanto il verde possa avere effetti benefici sulla psiche umana. E questo al di là dell’insostituibile capacità degli alberi adulti di purificare l’aria di una città. Chi ditrugge un verde sano compie un atto irreparabile!

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