Geotermia a bassa entalpia, 50 cent al giorno a famiglia per riscaldarsi o raffreddarsi. Parliamone

 

Condividiamo e rilanciamo la recente segnalazione del Forum Ambientalista:

Nei giorni scorsi sono stato colpito da una pagina pubblicitaria di un quotidiano locale. Titolo dell’inserzione: “Dal cuore della terra l’energia verde che rende indipendenti. Da Grosseto un’esperienza concreta di sostenibilità ambientale apprezzata in tutta Italia”. Si tratta della pubblicità fatta da uno studio di progettazione di Grosseto, precisamente uno studio di geologia-geotermica applicata.

Ho pensato: meriterebbero interviste in prima serata nei programmi nazionali sul contrasto ai cambiamenti climatici, su come ridurre concretamente le micidiali concentrazioni di PM in atmosfera, su come far risparmiare le famiglie creando occupazione e reddito per gli artigiani; meriterebbero che i parlamentari li chiamassero quali consulenti, per le leggi sui contributi pubblici alle energie rinnovabili, per produrre lavoro stabile e per la concreta transizione ecologica. Invece, questi professionisti pagano un’inserzione pubblicitaria per far conoscere che cosa si può fare, mettendo in pratica nell’edilizia quello che da anni si insegna nelle facoltà: con un pozzo profondo un centinaio di metri è possibile portare in superficie il calore geotermico della terra per riscaldare diverse abitazioni o refrigerarle d’estate, senza pagare l’energia e senza inquinare. Un investimento iniziale che si ripaga in pochissimi anni.

Si chiamano impianti geotermici a bassa entalpia, realizzabili senza impatti anche nei centri storici, impianti che, se agevolati dal pubblico, darebbero nel settore dell’edilizia residenziale lavoro stabile a decine di migliaia di tecnici e artigiani, decine di volte superiore all’occupazione oggi collegabile alle centrali geotermiche, che ricevono diverse centinaia di milioni di euro annui in contributi, portando al declino i territori che le ospitano.

Quando nel 2015 ottenemmo di parlare in Parlamento alle Commissioni Ambiente (presidente l’On. Realacci) e Attività produttive (presidente l’On. Epifani)  demmo la parola agli scienziati che illustrarono tali tecniche e i relativi vantaggi sociali ed economici. Ne scaturì la Risoluzione (1), votata all’unanimità dalle due Commissioni, che impegnava il Governo a spostare i contributi pubblici sulle pompe di calore in edilizia. I Governi succedutisi hanno invece continuato a incentivare le centrali geotermiche che in Amiata scaricano gas nocivi e che concorrono, come dimostrato dagli studi epidemiologici (2) del Cnr di Pisa, a far registrare nella popolazione locale un eccesso di mortalità impressionante. Gli scienziati hanno scritto che tali impianti, a parità di energia prodotta, emettono più inquinanti delle centrali elettriche a carbone (3 e 4) e più gas climalteranti delle centrali a gasolio.

Di fronte a un’Italia che arretra invece di avanzare, un appello agli organi di informazione: date voce a realtà come lo studio di progettazione grossetano e fate loro illustrare come sia possibile quanto hanno scritto nella propria inserzione, ovvero che per i dieci appartamenti costruiti a Grosseto “le famiglie spendono non più di 50 centesimi al giorno per riscaldarsi o raffreddarsi”.

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto

 

  1. Il testo della Risoluzione unitaria del Mercoledì 15 aprile 2015 si legge da Atti Parlamentari: https://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/20150415_risoluzione-geotermia.pdf
  2. Si veda l’Allegato 6 del Rapporto che si scarica dal file n. 16: https://www.ars.toscana.it/it/geotermia-e-salute/dati-e-statistiche/1728-progetto-di-ricerca-epidemiologica-sulle-popolazioni-residenti-nellintero-bacino-geotermico-toscano-ottobre-2010.html
  3. Dott. M. Bravi e Prof. R. Basosi, Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy, in “Journal of Cleaner Production”, 66 (2014), pp.301-308, scaricabile da: http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2014/122-14/Bravi%20M%20Basosi%20R%20Environmental%20impact%20of%20electricity%20from%20selected%20geothermal%20power.pdf
  4. Riccardo Basosi, Mirko Bravi, “Geotermia d’impatto”,  QualEnergia del Giugno/Luglio 2015, scaricabile da: https://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/20150700_articolo_bravi-basosi_qualenergia.pdf

 

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