giovedì 21 Ottobre 2021
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Istituiamo la consulta per il sociale e promuoviamo i progetti di investimento a impatto sociale

Per il progresso della comunità grossetana GROSSETO AL CENTRO ritiene necessario che l’amministrazione comunale promuova i progetti di investimento a impatto sociale. Si tratta di un tipo di progettazione sostenibile in quanto non utilizza la spesa pubblica ma coinvolge e valorizza il risparmio privato nella rigenerazione di immobili pubblici in disuso e nel contestuale avvio di attività che legano l’integrazione sociale allo sviluppo economico. Attraverso una promozione e una gestione multipartecipata e utilizzando modalità di finanziamento innovative, la progettazione a impatto sociale ha proprio lo scopo di produrre benefici misurabili e ad ampio raggio per l’intera comunità.

Un esempio? Lo scorso anno a Grosseto è stato avviato un primo progetto pilota, Luci nel parco, che unisce: 1) un’attività di ristorazione sostenibile, basata su produzioni biologiche locali, gestita da una cooperativa sociale che offre lavoro a persone in difficoltà generando reddito, di cui una parte alimenta un fondo dedicato a futuri analoghi progetti, secondo il principio che chi ha ricevuto a sua volta dona e investe nella comunità; 2) un’attività di produzione e intrattenimento musicale, secondo lo stesso principio associate all’insegnamento della musica a chi non può permetterselo ai normali costi; 3) attività formative e culturali per promuovere la progettazione a impatto sociale tramite corsi per enti pubblici, volontari, studenti, aziende.

Abbiamo scritto che la sostenibilità della progettazione a impatto sociale sta nel fatto di non gravare sulla spesa pubblica ma di essere finanziata dal risparmio privato: i singoli risparmiatori possono infatti scegliere di destinare una piccola parte del loro profitto in favore del progetto e delle relative attività attraverso delle banche radicate nel territorio e modalità innovative di finanziamento. Si tratta di certificati di deposito o di obbligazioni – introdotte come titoli di solidarietà dalla Riforma del Terzo settore – il cui sottoscrittore investe importi anche piccoli (comunque garantiti dal Fondo interbancario) ricevendo una cedola con un tasso di interesse annuo ad esempio dell’1,5%, una parte della quale (ad esempio la terza parte di questo interesse) viene devoluta a titolo di liberalità al progetto, ricevendo un beneficio fiscale del 30%. In questo modo i progetti, attraverso il risparmio privato, uniscono l’aiuto e l’integrazione sociale alla creazione di posti di lavoro, coniugando progresso e sviluppo sostenibile.

Per promuoverli, secondo GROSSETO AL CENTRO l’amministrazione comunale dovrebbe istituire una consulta per il sociale permanente, autonoma, trasparente e partecipativa, che stimoli la condivisione e il miglioramento delle relazioni. L’amministrazione comunale dovrebbe incoraggiare le attività di tale consulta per individuare insieme ad essa le priorità sociali e per consolidare una rete di portatori di interesse strategici che mettano al centro la soluzione del problema e non chi la individua. Così facendo andrebbero favoriti progetti monitorabili nei risultati e negli impatti sulla comunità, curando la comunicazione affinché l’esperienza maturata possa essere facilmente accessibile e replicabile. Sarebbe questo un modo tangibile, per l’amministrazione comunale, di promuovere la partecipazione e praticare realmente l’ascolto, il dialogo e la condivisione per il progresso della comunità grossetana, a cominciare da chi è più in difficoltà.

Marcello CampomoriLorella RonconiStefano Coccoletti
                              GROSSETO AL CENTRO

 

Questa lettera è stata inviata al Sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, a tutti gli assessori della Giunta e al Presidente del Consiglio comunale Cosimo Pacella

 

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