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Cattivi odori e biogas. Come si può autorizzare l’ampliamento dell’impianto a sud di Grosseto? Il video

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La seguente lettera aperta è stata inviata al sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e a tutti i consiglieri comunali:

Cattivi odori e biogas. Come si può autorizzare l’ampliamento dell’impianto a biogas a sud di Grosseto, dato che la città è già circondata da otto impianti e soffocata dai cattivi odori?

Grosseto, 30 dicembre 2023

Nel sito della Regione Toscana sono state pubblicate tutte le osservazioni prodotte sul progetto della società SITE (1 e 2), rappresentata dall’imprenditore Tommaso Becagli, progetto sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (Via). Esso intende raddoppiare l’importazione di rifiuti organici, per produrre energia dalla loro putrefazione, nell’impianto a biogas già esistente in località San Lorenzo a Grosseto, a poche centinaia di metri dai quartieri Casalone e Gorarella, senza precisare la loro provenienza, la qualità e la destinazione del materiale in uscita dall’impianto.

Oltre alle osservazioni inoltrate da diverse associazioni di tutela ambientale (3, 4, 5), sono stati pubblicati anche i pareri espressi da vari uffici pubblici (6). Alcuni di questi, in particolare quelli presentati dalla Regione Toscana e da alcuni uffici del Comune di Grosseto, nonché dal Dipartimento Arpat, sembrano trascurare totalmente gli enormi problemi legati a questo tipo di impianti, specie in relazione ai cattivi odori più volte segnalati dai cittadini. Che fine hanno fatto le diverse richieste di una Valutazione cumulativa del nuovo impianto rispetto alle emissioni odorigene complessive degli altri sette impianti in funzione intorno alla città di Grosseto? Tale richiesta era stata formulata, prima ancora che dal comitato Grosseto aria pulita, proprio da alcuni uffici pubblici nel precedente procedimento regionale di valutazione dello stesso progetto.

La Valutazione cumulativa, prevista dalla legge, era stata richiesta dall’Ufficio regionale procedente, la Direzione Ambiente ed Energia (7), che aveva testualmente riferito della “necessità di una valutazione cumulativa con le altre attività di area vasta suscettibili di provocare significativa emissione di maleodoranze”. Lo avevano richiesto anche il Comune di Grosseto, Servizio Forestale e Politiche Agricole (8), nei suoi contributi del 16 giugno e del 28 ottobre 2022 e l’Arpat (9) nel proprio contributo del 15 luglio 2022, la quale aveva evidenziato che “nelle vicinanze dell’impianto in oggetto, sono già presenti altri impianti di recupero rifiuti che in passato sono stati spesso causa di disagi olfattivi segnalati dalla popolazione. Per tale motivo ritiene opportuno che il proponente integri la documentazione effettuando una valutazione degli effetti cumulativi sulla matrice olfattiva in considerazione dell’aggiunta di un ulteriore impianto di recupero rifiuti sul territorio in esame”.

Dato che sono molti e complessi i problemi che tali impianti producono, avevamo chiesto all’Amministrazione comunale di Grosseto (10) di attivarsi per realizzare un’Inchiesta pubblica al fine di favorire un confronto con i cittadini, ma non abbiamo ricevuto risposta. Eppure, favorire la partecipazione dei cittadini non era un obiettivo anche del sindaco? La questione è rilevante, anche perché altri gestori di impianti a biogas, oltre a SITE, potrebbero chiedere ulteriori ampliamenti nell’immediato futuro.

Comitato
GROSSETO ARIA PULITA

 

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