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Sicurezza stradale, Grosseto al centro: ecco le 5 cose che deve fare l’Amministrazione comunale. Video

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Sicurezza stradale, Grosseto al centro: ecco le 5 cose che deve fare l’Amministrazione comunale

La recente serie di investimenti di pedoni a Grosseto ci spinge a tornare ancora una volta sulle proposte che l’associazione Grosseto al centro promuove da anni per l’incolumità dei cittadini.

Tra le principali cause degli incidenti stradali l’Istat indica nell’ordine: distrazione alla guida, mancata precedenza, velocità troppo elevata. In città gli incidenti più gravi e con esiti fatali sono rappresentati dagli investimenti: i pedoni (tra cui gli anziani, le persone con disabilità, i bambini) e i ciclisti sono gli utenti deboli che maggiormente ne fanno le spese.

Grosseto al centro ritiene che l’Amministrazione comunale, con le sue scelte, abbia una chiara responsabilità nel ridurre il rischio per l’incolumità delle persone. Essa infatti può e deve agire su 5 aspetti fondamentali che aumentano la sicurezza per tutti i grossetani:

  1. ridurre i limiti di velocità (zone 30) e gli spazi alle automobili (in particolare in prossimità degli attraversamenti) e realizzare attraversamenti rialzati, in modo da ridurre l’energia cinetica dei veicoli;
  2. aumentare gli spazi a pedoni e ciclisti (isole e penisole pedonali, percorsi ciclopedonali protetti) in modo da ridurne l’esposizione alle situazioni di pericolo;
  3. rafforzare la presenza di pattuglie della Polizia Municipale sul territorio comunale, poiché la vista di mezzi e agenti in divisa è il principale deterrente all’infrazione delle regole;
  4. aumentare il numero delle sanzioni alle infrazioni, raccogliendo così risorse da investire in interventi per la sicurezza stradale;
  5. promuovere una efficace comunicazione alla cittadinanza sui quattro punti precedenti, per massimizzarne gli effetti.

Città come Bologna e Milano si apprestano a diventare in pochi mesi intere “città 30” – prendendo esempio da altre capitali europee come Bruxelles, che dopo aver ridotto il limite di velocità a 30 Km orari nell’intera città ha visto dimezzare gli incidenti mortali e gravi.

Anche a Grosseto, da quasi due anni, il Consiglio comunale ha approvato il PUMS, il Piano urbano della mobilità sostenibile, che prevede la realizzazione di un biciplan e di dieci zone 30 in città: sono le zone di via de Amicis, Monte Bianco, Sicilia, Villaggio Curiel, Garigliano, Ugo Bassi, Velodromo-Giotto,  Ansedonia, Leopardi, Barbanella-Rovetta. Delle tante zone 30 più volte annunciate sui giornali, però, non si vede ancora l’ombra.

Per esse il piano approvato indica la necessità di realizzare attraversamenti pedonali rialzati, penisole pedonali in prossimità di attraversamenti e incroci e transenne parapedonali (importanti in modo particolare in prossimità delle scuole, come quanto realizzato in via Uranio a seguito delle sollecitazioni di Grosseto al centro).

Oltre a ciò vanno realizzate isole pedonali salvagente (che azzerano i sorpassi sugli attraversamenti) come quelle installate in via Giusti, via Monte Labro, via della Pace e via Senese a seguito delle 1.700 firme raccolte nel 2015 e 2016 da Gac. Tutti interventi necessari anche nelle frazioni, come da tanti anni continuano a chiedere gli abitanti di Rispescia, Alberese, Il Cristo e Batignano.

Per via Mascagni proponemmo il restringimento della carreggiata mantenendo tutti i parcheggi, l’allargamento dello spartitraffico centrale e dunque la riduzione della parte esposta negli attraversamenti pedonali, la realizzazione di attraversamenti rialzati e la riduzione del limite di velocità a 40 Km/h.

La definizione di un piano comunale come il PUMS costa alle tasche dei contribuenti. È stato approvato solo perché previsto dalla legge, e poi lasciato lì, o è intenzione dell’Amministrazione comunale attuarlo effettivamente in tutti i suoi aspetti, dimostrando di avere realmente a cuore l’incolumità dei grossetani?

Matteo Della Negra
per Associazione
GROSSETO AL CENTRO

 

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