Le firme di 1.500 grossetani per introdurre il baratto amministrativo anche a Grosseto furono consegnate al Comune nell’ottobre 2015. Sono trascorsi quasi 11 anni dall’iniziativa popolare lanciata dai fondatori di Grosseto al centro. Dall’approvazione della mozione del 10 novembre 2022 sono invece passati oltre 3 anni e 8 mesi.
Non si tratta più soltanto della proposta di un’associazione o dei cittadini firmatari. Da quel 10 novembre l’introduzione del baratto amministrativo è un indirizzo approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. La mozione impegnava il sindaco e la giunta «a introdurre» lo strumento, compatibilmente con il bilancio 2023. Lasciarla senza seguito significa svuotare di valore non soltanto la partecipazione popolare, ma anche il voto dell’intera assemblea cittadina.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel «ci stiamo lavorando, fra qualche giorno vi convocheremo per un incontro» pronunciato nel 2016 dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Nel 2019 arrivò poi l’infelice giudizio dell’allora assessore al bilancio Giacomo Cerboni: «Mi sembra una cosa molto comunista. Di questi tempi fuori dalla storia». Proprio mentre la Lega, partito al quale Cerboni allora apparteneva, promuoveva in Liguria promuoveva in Liguria una legge e un albo regionale sul baratto amministrativo.
Grosseto al centro ha sollecitato ripetutamente l’Amministrazione nel 2016, 2018, 2019, 2021 e 2022, mettendo a disposizione anche una bozza completa di regolamento.
Accogliamo quindi positivamente quanto avvenuto ieri in Consiglio. Rispondendo all’interrogazione del consigliere Amedeo Gabbrielli, l’assessore Luca Agresti si è scusato per quelli che ha definito «rallentamenti» e ha annunciato un tavolo politico-tecnico per predisporre il regolamento.
Grosseto al centro annuncia sin d’ora la propria disponibilità a partecipare al tavolo e a mettere a disposizione il lavoro già svolto. Chiediamo però che venga convocato rapidamente e che sia definito un calendario preciso per portare il regolamento in commissione e poi al voto del Consiglio: non può diventare un nuovo rinvio.
La legge consente tuttora ai Comuni di adottare il baratto amministrativo, oggi disciplinato dall’articolo 201 del nuovo Codice dei contratti pubblici. E una base concreta esiste già. Gac ha elaborato un regolamento di 16 articoli, con il modulo di adesione, confrontando le esperienze di venti Comuni. Il testo disciplina criteri sociali di accesso, attività di pubblica utilità, patti di collaborazione, sicurezza, assicurazione e riduzioni tributarie. Le parti evidenziate sono facilmente personalizzabili.
All’Amministrazione diciamo: parta da qui, aggiornando riferimenti normativi e parametri economici e organizzativi alle esigenze attuali di Grosseto:
https://drive.google.com/file/d/1_TdEPAZaWNpvVFjwcpuMRocBDu5CI-lo/view
Dopo quasi undici anni la città non ha bisogno di un altro annuncio, ma del regolamento e di una data certa per la sua approvazione. Grosseto al centro è pronta a fare la propria parte.
Associazione
GROSSETO AL CENTRO
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