giovedì 15 Ottobre 2026
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Piano operativo, le proposte di Grosseto al Centro: “Consulta per il verde, cintura verde e stop all’aumento della pressione di biogas e biometano”

Una Consulta comunale del verde, una cintura verde intorno alla città, un Piano del verde di lungo periodo e un Piano organico per la Pineta del Tombolo. E, nel territorio agricolo, tutela dei suoli e stop a un’ulteriore crescita della pressione determinata dagli impianti a biogas e biometano

Grosseto al centro ha partecipato al secondo incontro tematico organizzato nell’ambito del percorso partecipativo per la formazione del nuovo Piano operativo del Comune di Grosseto, presentando due contributi dedicati al verde urbano e periurbano e alla tutela del territorio agricolo.

La proposta che consideriamo prioritaria è l’istituzione della Consulta comunale per il verde: un organismo permanente, trasparente e realmente partecipativo, capace di mettere allo stesso tavolo cittadini, associazioni ambientaliste, ordini professionali, mondo scientifico e scuola, insieme alle diverse competenze necessarie: forestali, agronomi, periti agrari, architetti paesaggisti, naturalisti ed esperti di biodiversità. È un’applicazione di quello che potremmo definire principio olocratico della partecipazione: in una comunità complessa, ogni parte possiede una parte della conoscenza necessaria a comprendere il tutto, ma nessuna parte, da sola, possiede tutta la conoscenza necessaria per governarlo. Per questo le decisioni migliori nascono mettendo stabilmente in relazione competenze scientifiche, esperienza amministrativa, associazioni e conoscenza quotidiana del territorio da parte dei cittadini.

Il futuro del verde della città non può essere deciso affrontando un progetto o un’emergenza alla volta. Serve un confronto continuativo tra Comune, competenze scientifiche e professionali e comunità locale, dal quale far nascere un Piano del verde di lunghissimo periodo, la progettazione della cintura verde intorno a Grosseto già coerente con il parco agricolo periurbano previsto dal Piano strutturale e un Piano organico di gestione della Pineta del Tombolo, da sviluppare insieme al Comune di Castiglione della Pescaia.

Chiediamo inoltre che gli alberi siano riconosciuti come infrastrutture urbane viventi, e non come semplice arredo: tutela degli alberi maturi, potature corrette, nuove piantumazioni adatte al clima che cambia e depavimentazione degli spazi urbani dove possibile, restituendo al suolo superfici oggi impermeabilizzate. Meno cemento, più alberi.

Il secondo contributo riguarda agricoltura, biogas, biometano e biomasse. Grosseto è un territorio sul quale insistono già numerosi impianti e che negli anni ha conosciuto criticità, maleodoranze e contestazioni sulla loro gestione. Riteniamo pertanto che non deba ulteriormente aumentare la pressione ambientale e territoriale determinata da nuovi impianti a biogas e biometano o da ampliamenti e riconversioni degli esistenti che comportino un significativo incremento delle biomasse trattate, dei trasporti e del digestato prodotto.

La riconversione da biogas a biometano non può essere considerata sostenibile per definizione: occorre valutarne l’intero ciclo ambientale, dalla provenienza delle matrici ai trasporti, dai consumi alle emissioni, fino alla quantità e alla gestione del digestato. Il territorio grossetano ha già conosciuto progetti di ampliamento o riconversione con importanti incrementi delle quantità di materiale trattato: per questo chiediamo che il Piano operativo utilizzi, nei limiti della normativa sovraordinata, tutti gli strumenti urbanistici e territoriali a disposizione del Comune e che la relativa Vas (Valutazione ambientale strategica) tenga conto anche del carico ambientale cumulativo già esistente.

Parallelamente, un’agricoltura sempre più esposta a siccità e alte temperature ha bisogno di suoli fertili, strutturati e capaci di trattenere acqua: occorre valorizzare la sostanza organica stabile e compost di qualità e preservare suolo e risorse idriche.

Sono proposte diverse, ma unite da uno stesso modo di intendere la città: le grandi scelte ambientali e territoriali devono essere programmate nel lungo periodo, fondate sulle competenze scientifiche e costruite attraverso una partecipazione vera, trasparente e continuativa. È mettendo in relazione le diverse parti della comunità che possiamo costruire una visione più completa e condivisa della città e del suo futuro.

Di seguito i due contributi integrali presentati da Grosseto al centro ai tavoli di lavoro sul Piano.

Matteo Della Negra
per Associazione
GROSSETO AL CENTRO


Tavolo 1 – Territorio rurale, agricoltura ed energie rinnovabili

Biogas, biomasse e tutela del territorio agricolo

Alla domanda posta dal percorso partecipativo — «Fotovoltaico, agrivoltaico, biomasse: dove e a quali condizioni l’energia rinnovabile è compatibile con il territorio rurale?» — riteniamo che il nuovo Piano operativo debba partire da un principio: la qualificazione di una fonte come rinnovabile non comporta automaticamente la sostenibilità ambientale e territoriale di ogni impianto che la utilizza.

Il Piano operativo dovrebbe quindi affrontare esplicitamente il tema della localizzazione, della compatibilità territoriale e degli impatti cumulativi degli impianti a biogas, biometano e biomasse, considerando che nel territorio comunale di Grosseto sono già presenti numerosi impianti e che negli anni sono state segnalate criticità connesse alle maleodoranze, alla gestione delle biomasse e allo spandimento del digestato, fino ad arrivare, nel 2025, al sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria di due impianti a San Martino nell’ambito di indagini riguardanti maleodoranze, inquinamenti e presunte irregolarità nella gestione del digestato.

La sostenibilità deve essere valutata considerando l’intero ciclo di vita della produzione energetica: provenienza e trasporto delle matrici, eventuale utilizzo di colture dedicate e della risorsa idrica, consumi energetici dell’impianto, traffico pesante generato, emissioni, gestione dei residui, quantità di digestato prodotta e sua destinazione e utilizzazione agronomica.

Particolare attenzione deve essere posta al carico complessivo di azoto sui terreni e alla tutela delle acque superficiali e sotterranee. La normativa sull’utilizzazione agronomica del digestato prescrive modalità volte a limitare volatilizzazione dell’ammoniaca, ruscellamento e lisciviazione dei nutrienti. Sul territorio grossetano sono state in passato documentate e contestate modalità di gestione e spandimento ritenute non conformi alle prescrizioni. In occasione di incontri con il Comitato Grosseto Aria Pulita, rappresentanti degli enti preposti ai controlli (Comune, ASL e ARPAT) hanno inoltre rappresentato difficoltà legate alla disponibilità di risorse e personale per effettuare un’attività di controllo adeguata.

Questo tema deve essere collegato direttamente agli obiettivi già fissati dal Piano strutturale per il parco agricolo periurbano, che comprendono la tutela del suolo, il mantenimento della fertilità dei terreni e il riconoscimento dei servizi ecosistemici offerti dalla campagna, tra cui acqua pulita, suolo fertile e assorbimento della CO₂.

L’agricoltura grossetana, sottoposta a siccità, aumento delle temperature e progressivo impoverimento dei suoli, ha bisogno di incrementare sostanza organica stabile, fertilità, struttura e capacità dei terreni di trattenere acqua. Occorre quindi valorizzare la produzione e l’impiego di compost di qualità, ottenuto mediante processi aerobici, capace di migliorare la struttura dei terreni, la capacità di trattenere acqua e nutrienti e di contribuire all’accumulo di carbonio organico nel suolo. La destinazione delle biomasse alla produzione energetica mediante digestione anaerobica deve invece essere valutata sull’intero ciclo di vita, considerando quanta sostanza organica viene effettivamente restituita al terreno, la gestione del digestato e il bilancio complessivo delle emissioni.

Dove e a quali condizioni, dunque, le energie rinnovabili sono compatibili con il territorio rurale? Nei limiti consentiti dalla normativa sovraordinata, il Piano operativo dovrebbe privilegiare le soluzioni a minore consumo di suolo e minore impatto territoriale, a partire dall’utilizzazione delle coperture degli edifici e delle aree già urbanizzate o produttive, e definire criteri rigorosi per gli impianti che interessano il territorio agricolo, salvaguardando fertilità dei suoli, paesaggio, abitati, aree sensibili, ecosistemi, avifauna e risorse idriche.

Per biogas, biometano e biomasse si chiede pertanto che il Piano operativo disciplini rigorosamente, nei limiti consentiti dalla normativa sovraordinata, localizzazione e compatibilità territoriale degli impianti e che, nell’ambito della Vas (Valutazione ambientale strategica), siano valutati gli effetti ambientali cumulativi determinati dagli impianti già presenti e da quelli eventualmente previsti, anziché considerare ciascun impianto come una realtà isolata dal contesto territoriale.

Si chiede che il presente contributo sia recepito e valutato nell’ambito della formazione del Piano operativo e della relativa Vas.

Obiettivo: un’agricoltura realmente sostenibile, che preservi fertilità, acqua e capacità dei suoli di accumulare carbonio, e una produzione energetica valutata sull’intero ciclo ambientale e sulla sua effettiva compatibilità con il territorio, non sulla sola classificazione formale della fonte come rinnovabile.


Tavolo 2 – Verde urbano, spazio pubblico, mitigazione e adattamento climatico

Consulta comunale per il verde e pianificazione di lungo periodo

 

La prima proposta è l’istituzione di una Consulta comunale per il verde della Città di Grosseto, quale organismo permanente, trasparente e realmente multipartecipativo attraverso il quale accompagnare nel tempo le politiche comunali sul verde, sul patrimonio arboreo, sul paesaggio e sugli ecosistemi urbani e periurbani.

La Consulta dovrebbe mettere stabilmente allo stesso tavolo cittadini, associazioni di tutela ambientale, ordini e collegi professionali, mondo scientifico e della ricerca, scuola e istituzioni, assicurando un confronto interdisciplinare tra le diverse competenze necessarie alla gestione del verde: forestali, agronomi, periti agrari, architetti paesaggisti, naturalisti ed esperti di biodiversità e fauna, compresi, ad esempio, gli ornitologi.

La gestione del patrimonio verde e degli ecosistemi urbani e periurbani non può essere affrontata esclusivamente dal punto di vista agronomico, forestale o progettuale. Ogni scelta sulle alberature, sui parchi, sulle pinete e sui corridoi verdi produce effetti anche sulla biodiversità, sulla fauna, sul paesaggio, sul microclima e sulla fruizione degli spazi da parte dei cittadini. Per questo le diverse professionalità devono confrontarsi tra loro e con le associazioni e la comunità locale.

La Consulta dovrebbe costituire una sede permanente di interlocuzione con l’Amministrazione comunale, superando una partecipazione limitata ai singoli progetti o alle situazioni di emergenza. È attraverso un percorso pubblico, trasparente e continuativo di partecipazione, supportato dalle necessarie competenze scientifiche e professionali, che possono nascere progettualità realmente condivise dalla città.

Tra i primi grandi obiettivi di questo percorso dovrebbero esserci:

  1. la predisposizione di un Piano del verde di lunghissimo periodo, capace di programmare tutela, incremento, rinnovo e adattamento climatico del patrimonio arboreo della città su un orizzonte pluridecennale;
  2. la definizione e progressiva realizzazione della cintura verde intorno a Grosseto, dando concreta attuazione al parco agricolo periurbano già previsto dal Piano strutturale;
  3. la predisposizione di un Piano organico di gestione della Pineta del Tombolo, da sviluppare in collaborazione con il Comune di Castiglione della Pescaia, considerando la pineta come un unico sistema ecologico e paesaggistico e programmando nel lungo periodo tutela, rinnovazione, biodiversità, prevenzione degli incendi, adattamento alla siccità e ai cambiamenti climatici e modalità di fruizione;
  4. la definizione di indirizzi condivisi per tutela degli alberi maturi, nuove piantumazioni, potature, sostituzioni, depavimentazione, forestazione urbana e incremento della biodiversità.

Dal parco agricolo periurbano a una vera cintura verde. Gli alberi come infrastruttura urbana vivente

All’interno di questa strategia di lungo periodo, uno dei primi obiettivi del Piano operativo deve essere dare concreta attuazione al parco agricolo periurbano già previsto dal Piano strutturale. Il Piano strutturale ha infatti previsto il parco agricolo periurbano di Grosseto, da progettare a partire dalla fascia agricola che circonda la città, indicando tra i suoi obiettivi il collegamento fra verde urbano e campagna, l’inserimento di siepi, filari e boschetti, la creazione di nuovi boschi di pianura con specie autoctone e il collegamento con il parco fluviale.

Alla domanda posta oggi — «Il parco agricolo periurbano è ancora da disegnare. Da quale parte della città partireste e quali funzioni mettereste per prime?» — proponiamo che il Piano operativo dia concreta attuazione alla previsione del Piano strutturale configurando progressivamente il parco agricolo periurbano come una vera cintura verde intorno a Grosseto, continua e riconoscibile.

Più che individuare un unico settore dal quale partire, riteniamo importante progettare fin dall’inizio il disegno complessivo della cintura verde, individuando poi le aree prioritarie nelle quali intervenire per prime: quelle nelle quali sia possibile creare o ricostruire più rapidamente continuità ecologica tra città e campagna e collegamenti con il Diversivo, le Mura, il parco fluviale, le piste ciclabili e i percorsi pedonali. Tra le prime funzioni dovrebbero esserci nuovi boschi di pianura, filari e siepi, corridoi ecologici e percorsi ciclopedonali alberati, insieme alle funzioni agricole, sociali e didattiche previste per il parco.

A questo progetto deve accompagnarsi un principio generale: il verde e gli alberi devono essere riconosciuti come infrastrutture urbane viventi, essenziali per l’adattamento ai cambiamenti climatici, e non come semplice arredo urbano.

Grosseto e il suo territorio stanno subendo periodi di siccità sempre più prolungati e temperature elevate, con effetti evidenti anche sulla vitalità degli alberi. Occorre quindi non soltanto aumentare sensibilmente il patrimonio arboreo, ma tutelare prioritariamente gli alberi adulti esistenti, riconoscendone il valore ambientale, climatico, paesaggistico ed economico. L’abbattimento deve rappresentare l’ultima soluzione, quando effettivamente necessaria e adeguatamente motivata da valutazioni tecniche.

È inoltre necessario migliorare sensibilmente la qualità degli interventi di potatura, evitando interventi eccessivamente drastici o tecnicamente inadeguati che possano indebolire gli alberi, comprometterne la stabilità o ridurne l’aspettativa di vita. Alla messa a dimora di nuovi alberi devono inoltre corrispondere scelta di specie adatte alle mutate condizioni climatiche, spazio sufficiente per gli apparati radicali e adeguata manutenzione soprattutto nei primi anni.

La cintura verde esterna deve trovare continuità dentro la città. Per questo proponiamo una politica sistematica di depavimentazione e desigillazione del suolo, individuando strade, piazze, parcheggi, marciapiedi e altri spazi pubblici nei quali sia possibile rimuovere superfici impermeabili non necessarie e sostituirle con terreno permeabile, alberature e nuove aree verdi, a partire da piazzale De Amicis nel quartiere Barbanella.

Meno cemento, più alberi: aumentare la permeabilità del suolo significa ridurre l’accumulo di calore, favorire l’assorbimento delle acque meteoriche, creare spazio per gli apparati radicali e rendere Grosseto più resiliente sia alle ondate di calore sia agli eventi meteorici intensi.

Il Piano operativo dovrebbe quindi assumere la riduzione delle superfici impermeabilizzate e l’aumento della copertura arborea come veri obiettivi urbanistici, individuando anche cartograficamente le aree nelle quali creare la cintura verde, i corridoi ecologici e le connessioni con il verde urbano e quelle nelle quali avviare prioritariamente interventi di depavimentazione e forestazione urbana.

Si chiede che questi principi non rimangano semplici indirizzi, ma siano tradotti dal Piano operativo, per quanto di competenza, in previsioni cartografiche, norme, prescrizioni e interventi prioritari per le trasformazioni e la riqualificazione urbana.

Si chiede che il presente contributo sia recepito e valutato nell’ambito della formazione del Piano operativo e della relativa Vas.

Obiettivo: costruire una politica del verde di lungo periodo, partecipata, interdisciplinare e trasparente, attraverso l’istituzione della Consulta comunale del Verde e la predisposizione di un Piano del Verde pluridecennale e di un Piano organico di gestione della Pineta del Tombolo; dare concreta attuazione al parco agricolo periurbano previsto dal Piano strutturale trasformandolo progressivamente in una cintura verde intorno a Grosseto, collegata a una rete verde continua all’interno della città; tutelare gli alberi maturi, aumentare significativamente la copertura arborea e sostituire progressivamente le superfici impermeabili non necessarie con suolo vivo e vegetazione. Meno cemento, più alberi.

 

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